Cos'è il Blue carbon come può aiutare a contrastare la crisi climatica

Cos'è il Blue carbon come può aiutare a contrastare la crisi climatica

L’oceano, profondo e impenetrabile, con le sue vaste distese d’acqua che ricoprono oltre il 71% della superficie terrestre, ha una funzione essenziale nella salvaguardia degli equilibri e nella regolazione del clima. Esso, infatti, assimila più del 25% delle emissioni di anidride carbonica e assorbe più del 90% del calore in eccesso creato dall’effetto serra. Un ruolo centrale nella protezione del pianeta grazie all’ecosistema costiero e marino è dato dal cosiddetto “Blue carbon”, il carbonio che viene incamerato dagli organismi che hanno vita negli oceani.

Che cos’è il carbonio blu

Blue carbon (o carbonio blu) è il termine che identifica l'anidride carbonica eliminata dall'atmosfera dagli ecosistemi oceanici e costieri della Terra grazie alla continua crescita e rigenerazione delle piante marine e all'accumulo e al sotterramento di materia organica nel suolo. La biomassa vegetale che risiede nell'oceano è inferiore a quella terrestre dello 0,05%, ma assimila quasi la medesima quantità di carbonio annuale degli organismi vegetali terrestri, come le foreste, ad esempio. Dunque, l’habitat vegetale degli oceani immagazzina tra il 50% e il 70% di tutto lo stoccaggio di carbonio nei sedimenti oceanici. Un vero e proprio deposito naturale di carbonio (C) riconosciuto dagli ultimi studi scientifici, come Blue carbon molto efficace per il benessere del pianeta.

Le tipologie di ecosistemi Blue carbon

Il variegato habitat naturale che vive negli oceani, fondamentale riserva di carbonio blu è composto soprattutto di: mangrovie, paludi salmastre, macroalghe, torbiere e dalle praterie di fanerogame (come quelle di Posidonia).

Seagrass

Le fanerogame marine sono un insieme di circa 60 specie di angiosperme dotate di ottima capacità di adattamento terrestre e acquatico. Si tratta di praterie che danno vita ad importanti servizi ecosistemici, agendo sul consolidamento dei sedimenti. Inoltre, contribuiscono alla purificazione dell'acqua e trattengono carbonio e nutrienti. Vale la pena sottolineare che, a differenza degli habitat terrestri che subiscono perdite stock di carbonio come CO2 nel corso di vari fenomeni (decomposizione, incendi o deforestazioni), i pozzi di carbonio marini riescono ad incamerare il carbonio per un tempo molto lungo.

Mangrovie

Vere e proprie foreste che si sviluppano lungo le coste subtropicali e tropicali, tra terra e mare, con componenti semi-terrestri e marini, le mangrovie provvedono a creare vari servizi ecosistemici fondamentali, fornendo una protezione naturale delle coste. Veri e propri vivai per pesci e crostacei costieri che provvedono alla filtrazione dei nutrienti e al sequestro del carbonio. Le problematiche che colpiscono le mangrovie sono, però, le inondazioni, gli tsunami, le tempeste costiere come cicloni e uragani, fulmini, malattie e parassiti.

Palude di marea

Si tratta di una tipologia di palude che sorge lungo fiumi, coste, baie ed estuari, soggette a continue variazioni climatiche. L’habitat presente nelle paludi di marea supporta una ricca biodiversità e sono molteplici i suoi servizi ecosistemici, quali l’assorbimento del carbonio e di altre sostanze inquinanti che vengono intrappolate all’interno delle aree paludose, fornendo benefici per i litorali, ma non solo.

Alghe

Le macroalghe, le microalghe e le foreste di alghe sono tra i sistemi più floridi e attivi del pianeta. Essi costituiscono dei serbatoi naturali per il deposito a breve termine del carbonio. Il carbonio trattenuto dalle alghe, infatti, viene immesso nell'atmosfera più velocemente del carbonio assimilato sulla terra, ma i benefici rimangono costanti. Inoltre, le microalghe rappresentano un grande potenziale per la creazione di biodiesel e biometano a emissioni zero grazie al loro elevato contenuto di lipidi.

L’importanza degli ecosistemi oceanici e il ruolo del Blue carbon

Le fanerogame marine, le mangrovie e le paludi sono tipologie di habitat costieri con una vegetazione che ricopre circa 49 milioni di ettari in tutto il mondo. Sono, in particolare, le piante marine che arrivano a contenere delle riserve di carbonio organico maggiori di quelle che rimangono in stock dagli ecosistemi forestali terrestri. Negli ultimi tempi, per contrastare la crisi climatica mondiale e, in particolare, dopo gli Accordi di Parigi del 2015, è sempre maggiore l’attenzione posta a livello internazionale per la tutela e la conservazione di questi habitat marini e costieri fragili, con misure per valorizzare questi ecosistemi Blue carbon.