Consumo apparecchi in standby: calcolo e risparmio | Hera
Consumo apparecchi in standby: quanto pesa in bolletta e come ridurlo
Quanti di noi tengono il caricatore dello smartphone sempre attaccato alla presa, lasciano il televisore in standby tutta la notte o spengono il computer solo con il tasto sul monitor? La sensazione comune è che accendere e spegnere continuamente un dispositivo consumi più energia che lasciarlo in modalità di attesa. Non è così. Gli apparecchi elettronici in standby continuano ad assorbire energia anche quando sembrano inattivi. Un consumo silenzioso che, sommato su decine di dispositivi per 365 giorni all'anno, si trasforma in una quota tutt'altro che trascurabile della bolletta elettrica. Questa guida ti sarà utile per capire quanto consuma realmente la modalità standby, quali dispositivi incidono di più e quali azioni adottare per ridurre gli sprechi.
Indice
Spento o standby? L'impatto dei consumi nascosti in bolletta
Quali apparecchi consumano di più in standby?
5 consigli pratici per ridurre il consumo degli apparecchi in standby
Spento o standby? L'impatto dei consumi nascosti in bolletta
Dietro alla spia luminosa di un televisore spento o al LED lampeggiante di un router si nasconde un consumo costante di elettricità. Non parliamo di watt, ma di un flusso continuo, 24 ore su 24, che si accumula nel tempo.
Una ricerca del Gruppo di Ricerca sull'Efficienza negli Usi Finali dell'Energia del Politecnico di Milano ha rilevato che in oltre 1.300 famiglie europee il consumo medio degli apparecchi in standby si attesta intorno a 305 kWh all'anno, oltre il 10% del consumo energetico domestico totale. A livello aggregato, questo comporta l'emissione di circa 19 milioni di tonnellate di CO2 all'anno. Una grandezza che tende a crescere con la diffusione di dispositivi sempre connessi: secondo le stime dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, i consumi degli apparecchi perennemente online potrebbero aumentare ulteriormente nei prossimi anni.
Per contenere il fenomeno, la normativa europea è intervenuta con requisiti precisi: la Direttiva 2018/844 stabilisce che tutti gli apparecchi in modalità standby non devono superare la soglia di 0,5 Watt di consumo. Un limite che riguarda diverse categorie di prodotti ‒ computer, televisori, impianti audio e video, lavatrici, forni a microonde, console per videogiochi ‒ e che punta a ridurre gli sprechi di 35,5 TWh all'anno, l'equivalente del consumo energetico dell'intera Romania.
Come stimare il costo dello standby?
Per avere un'idea concreta dell'impatto in bolletta, è possibile usare un calcolo semplificato:
Consumo annuo (kWh) = potenza in standby (W) × ore giornaliere × 365 / 1.000
Ad esempio, un dispositivo che assorbe 5 W in standby per 20 ore al giorno genera circa 36 kWh all'anno. Moltiplicando questo valore per il prezzo dell'energia elettrica (variabile in base all'offerta e alla fascia oraria) si ottiene il costo reale. Il dato diventa significativo quando si considera il numero complessivo di dispositivi mediamente collegati in casa.
Quali apparecchi consumano di più in standby?
Il consumo in standby non è uguale per tutti i dispositivi: varia in base all'età del prodotto, alla presenza di connettività di rete, alle funzionalità che restano attive anche "a riposo" e alla qualità dei componenti interni. In generale, i dispositivi più datati tendono a consumare di più in standby rispetto ai modelli recenti, soggetti ai requisiti Ecodesign.
Ecco alcuni esempi di dispositivi che consumano di più:
- Computer e periferiche (impatto alto)
- Console per videogiochi (impatto alto)
- Televisori (impatto medio-alto)
- Forni a microonde (impatto basso-medio)
- Impianti audio (impatto variabile)
5 consigli pratici per ridurre il consumo degli apparecchi in standby
Piccoli comportamenti ripetuti nel tempo a applicati con costanza possono abbattere in modo significativo la quota di energia sprecata dagli apparecchi in standby, senza stravolgere le tue abitudini domestiche.
Spegnimento completo: il modo più efficace è scollegare fisicamente gli apparecchi dalla presa quando non vengono utilizzati, oppure usare l'interruttore principale dove disponibile. Vale soprattutto per i dispositivi che restano inutilizzati per molte ore consecutive, come il caricatore dello smartphone una volta completata la ricarica, o il televisore nella stanza degli ospiti
Prese multiple con interruttore (ciabatte): collegare più dispositivi a una ciabatta con interruttore permette di interrompere l'alimentazione con un solo gesto. È la soluzione ideale per le postazioni computer o per il mobile TV con decoder, console e lettore Blu-ray: spegnendo un interruttore si azzerano i consumi di tutti.
Modalità di risparmio energetico: quasi tutti i dispositivi moderni dispongono di impostazioni di spegnimento automatico o ibernazione programmabile. Attivare queste funzioni su computer, monitor e smart TV significa che il dispositivo si porta autonomamente a un consumo minimo (o si spegne del tutto) dopo un periodo di inattività definito.
Prese intelligenti (smart plug): le prese smart permettono di programmare accensione e spegnimento dei dispositivi in fasce orarie predefinite, o di controllarli da remoto tramite app. Particolarmente utili per apparecchi che rimangono collegati per abitudine, ma che potrebbero essere completamente spenti nelle ore notturne o durante l'assenza da casa.
Scelta di apparecchi efficienti: al momento dell'acquisto, verificare la classe energetica e il consumo dichiarato in standby è un'informazione che incide sul costo nel lungo periodo. I prodotti conformi ai requisiti Ecodesign garantiscono consumi in standby entro i limiti normativi. Anche la scelta di dispositivi con funzioni di spegnimento automatico integrate è un criterio rilevante da considerare.
Articolo pubblicato il: 07/07/2026
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