Il Biofuel ha un ruolo centrale nella decarbonizzazione dei trasporti

Il Biofuel ha un ruolo centrale nella decarbonizzazione dei trasporti

Grande fonte di inquinamento del pianeta è senza alcun dubbio il trasporto su gomma. Ogni giorno, tonnellate e tonnellate di merci e persone vengono trasportate e/o si spostano da un angolo all’altro del globo contribuendo, più o meno inconsapevolmente, all’emissione di fumi altamente inquinanti, risultato della combustione di carburante fossile.
Si può cambiare?
Se ci potesse spostare e movimentare le merci senza contribuire all'inquinamento del pianeta in modo così elevato?
Una possibilità sono il biofuel e i combustibili sintetici, i quali svolgono un ruolo preponderante nella decarbonizzazione dei trasporti.
Scopri in questo articolo in che modo e quali sono i progetti dell’Unione Europea in materia.

Cos’è il biofuel

Con “biofuel”, anche definito “petrolio verde”, si intende un biocarburante ricavato dalle materie biologiche che contengono amido, zucchero o grasso/olio. Il biofuel considerato “di prima generazione” deriva in massima parte da piante quali il mais, la soia, la canna da zucchero, i semi di rapa, la palma: tutti materiali commestibili. Il biofuel “di seconda generazione” è, invece, il ricavato di processi tecnologici, come ad esempio i rifiuti. Attualmente, i biofuel più utilizzati sono il bio-diesel e il bioetanolo, i quali sono derivati direttamente da alcune piante e impiegati, da soli o in addizione al carburante tradizionale, principalmente per i mezzi di trasporto.

Le posizioni dell’UE in merito ai biocarburanti

L’UE è sempre stata molto chiara: la soluzione principale alla decarbonizzazione del territorio è rappresentata dall’adozione della mobilità sostenibile. Per questo motivo sembra necessario promuovere un cambio di rotta in favore dell’elettrico, assecondando le tendenze e cercando di migliorarne i lati negativi. Una miglioria possibile e sostenibile è appunto rappresentata dai biocarburanti (biofuel e combustibili sintetici) i quali potrebbero svolgere un ruolo decisivo, almeno per quel che riguarda l’approccio alla decarbonizzazione dei trasporti. Il settore dei trasporti occupa, infatti, il 27% delle emissioni totali in UE: proprio per questo servono soluzioni avanzate, responsabili ed ecosostenibili, per raggiungere quell’obiettivo di “carbon neutrality” che l’Europa si è proposta di raggiungere entro il 2050.

Biofuel: aspetti positivi e negativi

In questo possibile scenario, uno degli argomenti che più crea separazione è la dicotomia tra aspetti positivi e negativi dell’utilizzo dei biocarburanti. Cerchiamo di fare chiarezza. Il biofuel potrebbe essere indispensabile per l’UE, aiutando a sopperire non solo alla continua necessità di approvvigionamento energetico, oggi dipendente dal greggio; ma può anche contribuire alla riduzione del riscaldamento globale, riducendo drasticamente quelle che sono le attuali emissioni di CO2 prodotte con la combustione di petrolio.
Nonostante il biofuel possa garantire, secondo il parere degli esperti, una riduzione di almeno il 50% delle emissioni nocive causate dall’utilizzo di combustibili fossili, esiste un rovescio della medaglia. L’utilizzo di carburanti biofuel potrebbe non essere “green” come appare ad una prima analisi: per la sua produzione è infatti necessario il dispendio di un quantitativo molto alto di energia che, di conseguenza, produrrebbe emissioni di gas serra in misura elevatissima. Non è dunque il biofuel ad essere inquinante, ma i processi per la sua produzione. Per questo sarà necessario un compromesso, che potrebbe essere rappresentato dall’estensione della mobilità elettrica e dalla scelta di biocarburanti e altri combustibili naturali per i trasporti che oggi paiono difficili da decarbonizzare, come il trasporto aereo e il trasporto marittimo.