E-mobility: in che direzione stiamo andando

E-mobility: in che direzione stiamo andando

Il mercato europeo dell’E-mobility (mobilità elettrica) rappresenta il 22% delle vendite globali ed è secondo per importanza soltanto a quello cinese. Stando alle stime più recenti, sembra che nel giro di alcuni anni la crescita del mercato della mobilità elettrica registrerà un aumento significativo, sia per quanto riguarda l’ibrido, che per quanto riguarda il full electric. Scopri in questo articolo cosa cambierà e che direzione prenderà il mercato della mobilità alternativa.

I dati della mobilità sostenibile

I dati emersi dalle recenti ricerca di PWC Strategy& svolte in Italia, Germania, Francia e Spagna indica che l’E-mobility, conta su oltre 6.400 consumatori privati, 40 aziende con una flotta di almeno 100 veicoli, 30 concessionarie rappresentanti, 27 brand e 13 case automobilistiche. Rappresenta almeno il 45% del parco mezzi europeo in circolazione. Questo è, o almeno si auspica che sia, il futuro della mobilità: ridurre le emissioni, i consumi e le spese per andare incontro alle esigenze ambientali oggi non più trascurabili.
Non dobbiamo tuttavia illuderci di una “svolta epocale” nel mercato della mobilità green ed ecosostenibile perché, se i veicoli elettrici sono ad emissione zero, non lo è la loro produzione e per lo smaltimento delle batterie esauste, manca ancora un piano coerente e attendibile per evitare il cosiddetto “rebound effect”. Il mercato della mobilità sostenibile del futuro punta proprio a questo, a un approccio completamente nuovo sia per quanto riguarda la mobilità elettrica, che per quanto riguarda l’uso intelligente dell’energia e delle nuove tecnologie.

E-mobility: un’incentivazione mirata

All'inevitabile slancio che l’industria della mobilità avrà verso un futuro più sostenibile e green, va affiancato il ruolo fondamentale che avranno le concessionarie, forza vendita promotrice di questo auspicato rinnovamento. Gli operatori commerciali dovranno quindi essere fortemente professionalizzati, per incentivare una vendita mirata e decisa. Al momento, la consumer experience del veicolo elettrico è inferiore del 20% rispetto a quella del veicolo tradizionale. L’ acquirente deve essere messo nelle condizioni non solo di capire, ma anche di sperimentare il prodotto prima dell’acquisto, avendo l’opportunità di apprezzarlo. Questo anche a costo, da parte del venditore, di investire più energie nelle trattative di vendita rischiando condizioni di chiusura più basse.

Una responsabilità ambientale

Acquistare un’auto che come energia primaria utilizza l’elettricità è una scelta fortemente consapevole che incide sensibilmente sull’impatto ambientale. Una macchina elettrica è considerata a “zero emissioni”; non immette cioè nell’atmosfera le polveri derivanti dalla combustione pericolose per la salubrità dell’aria, riducendo di conseguenza l’accumulo di CO2.
Un minore inquinamento da polveri sottili e un’aria più respirabile anche nelle grandi metropoli del pianeta è il traguardo verso cui il mercato dell’E-mobility con decisione, confidando di incontrare l’apprezzamento del maggior numero di acquirenti, privati e non.