Modi e ragioni per aumentare l’efficientamento energetico degli edifici

Modi e ragioni per aumentare l’efficientamento energetico degli edifici

Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di efficientamento energetico degli edifici. Cosa significa efficienza energetica? Si tratta di un concetto ampio, mutuato dall’ingegneria energetica. Indica la capacità di utilizzare l’energia in modo da eliminare e prevenire sprechi generati da una gestione non ottimale. Non parliamo solo di monitoraggio dei consumi e di adottare uno stile di vita più green, scelte comunque fondamentali.

L’efficienza energetica è da tempo una priorità nell’Agenda Europea. Anche l’Italia nel corso degli anni ne ha recepito la normativa, mettendo a disposizione, per esempio, il "Bonus Risparmio Energetico", che consiste nella detrazione fiscale in caso di interventi per l’efficientamento energetico.
Scopriamo nel dettaglio tutti i vantaggi, con focus sull’edilizia.

A cosa serve l’efficienza energetica negli edifici?

Quando si parla di efficientamento energetico si fa riferimento al complesso degli interventi realizzati su edifici pubblici o privati al fine di migliorarne la classe energetica. Fra questi rientrano:

- l’isolamento termico di tetti, muri perimetrali, serramenti e pavimenti;

- l’adozione di nuovi sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, ad esempio l’installazione di pannelli fotovoltaici;

- la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con uno a pompa di calore.

Si tratta, dunque, di ottimizzare la relazione esistente tra l’immissione di energia e il rendimento in termini di produzione e/o di consumi. L’utilità non si risolve solo in un’ottica di risparmio energetico, ma anche in una distribuzione delle risorse energetiche più vantaggiosa per tutti.
Gli interventi per migliorare l’efficientamento energetico degli edifici esistenti sono convenienti. Da un lato, infatti, permettono di sfruttare le fonti energetiche in modo ottimale perché a fronte di un minor consumo di energia le prestazioni rimangono invariate. Dall’altro, le spese affrontate per questo tipo di interventi beneficiano di significative detrazioni fiscali.

La normativa europea sull’efficienza energetica

Dal 1992 la riduzione del consumo energetico e degli sprechi riveste una importanza sempre più strategica per l'UE. Risale a quell’anno la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, che condusse, nel 1997, alla ratifica del Protocollo di Kyoto, accordo storico internazionale per la riduzione delle emissioni dei gas che provocano l’effetto serra.
Negli anni, quindi, le misure di efficienza energetica e gli incentivi per l’utilizzo di fonti rinnovabili hanno acquisito una funzione prioritaria in diversi Paesi nel mondo.
In quest’ottica si colloca il quadro degli obiettivi e degli strumenti delle politiche energetiche ambientali dell’Unione Europea per il 2030, il cosiddetto “Clean Energy Package”, i cui obiettivi sono:

- la riduzione del 40% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990;

- lo sviluppo del 32% delle fonti rinnovabili per i consumi di energia;

- la riduzione del 32,5% dei consumi di energia, come obiettivo di efficienza energetica.

Tra l’altro, secondo il Regolamento UE 2018/1999, seguito ai lavori del “Framework 2030”, nell'ambito del sistema di governance europeo, gli Stati membri sono vincolati a stabilire dei piani nazionali integrati per l'energia e il clima nel periodo 2021-2030.

La normativa italiana

L’Italia ha accolto e ratificato, nel tempo, la normativa europea per la promozione del “Green New Deal”, un piano d’azione per intraprendere la via della sostenibilità ambientale nei sistemi economici e sociali. L’efficientamento energetico negli edifici è uno degli ambiti principali della normativa del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030. Le misure adottate ad oggi dall’Italia riguardano la riqualificazione energetica (Ecobonus 2020), gli interventi di ristrutturazione edilizia (Bonus casa) e antisismica (il Sismabonus), il rinnovo impiantistico ed estetico degli immobili, gli appalti verdi (GPP) e i Criteri Ambientali Minimi (CAM), in applicazione della strategia per la riqualificazione energetica degli immobili che ha l’obiettivo di decarbonizzarel’intero patrimonio immobiliare nazionale entro il 2050.