Cambiamenti climatici: portiamo le foreste in città

Cambiamenti climatici: portiamo le foreste in città

Per far fronte al cambiamento climatico una delle cose che possiamo fare è portare le foreste nelle città in cui viviamo. Le aree urbane occupano solo l’1.7% dell’intera superficie terrestre emersa, ma ospitano il 70% della popolazione mondiale (in Europa addirittura il 75%) e sono responsabili dell’80% dell’inquinamento globale. È qui, dunque, che dobbiamo agire per abbattere le emissioni e contrastare gli effetti del surriscaldamento. Come? Intensificando ed estendendo la piantumazione di alberi.

Alberi di città

Non tutte le specie si adattano all’ambiente urbano con la stessa efficacia. Servono quelle in grado di resistere alle malattie e allo stress da inquinamento e con esigenze limitate di potatura e irrigazione. Devono avere soprattutto un’ampia superficie fogliare. Sono le foglie, infatti, a catturare e ripulire l’aria dalle polveri sottili e da tutti gli agenti inquinanti che, solo in Europa, (dati OMS) rappresentano la causa di oltre mezzo milione di morti premature.

La forestazione delle città deve quindi privilegiare esemplari con le seguenti caratteristiche:

- longevi ed a rapido accrescimento;
- di grandi dimensioni;
- a basso potenziale di formazione dell'ozono;
- capaci di riprodursi facilmente;
- con allergenicità nulla o irrisoria

Un’attenzione particolare va allo stato delle radici, perché la quantità di carbonio stoccato nel suolo delle metropoli è superiore a quella presente nella vegetazione.

Viale di alberi ginkgo biloba a Pechino. Via pagina Facebook @chinaplusnews
Via Pagina Facebook @SustainableKelseaYoga

L’Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Bologna ha stilato con il Comune di Bologna una lista degli alberi con le migliori caratteristiche ecofisiologiche per assorbire Co2, inquinanti gassosi e polveri sottili.

Il cerro “divora” in vent’anni 3.100 chili di Co2. Il tiglio nostrano in 100 anni di vita ne “ingoia” più di 11 tonnellate. Ci sono poi l’acero riccio, la betulla verrucosa e il più esotico Ginkgo Biloba: un vero fossile vivente (viste le sue origini risalenti a 250 milioni di anni fa) che assorbe 140 chili di Co2 ogni anno.

Gli effetti benefici della forestazione urbana

La forestazione urbana genera un enorme valore per la comunità:

-       Agisce sulla temperatura

Gli alberi si comportano come dei condizionatori naturali: hanno un potere rinfrescante. Con il cambiamento climatico e l’innalzamento delle temperature, si oppongono attraverso processi di evapotraspirazione al cosiddetto effetto isola di calore che si verifica in città.

-        Migliora la qualità dell’aria

L’attività disintossicante dalle Co2 dipende dal fogliame degli alberi. Per questo quelli con chiome folte dalle foglie ampie sono i più adatti all’azione metabolizzante su polveri sottili e agenti inquinanti.

-        Fa bene alla salute

Vivere nel verde produce benefici al corpo e alla mente. Non a caso, in cromoterapia, il verde è il colore associato alla serenità. Anche la scienza ha confermato uno straordinario impatto sulla salute umana. Nel 1984 Roger S. Ulrich pubblicò uno studio condotto su alcuni pazienti di un ospedale in Pennsylvania: chi occupava le stanze con una vista sulla vegetazione circostante guariva prima ed era meno stressato.

Hera ha elaborato il progetto Più alberi in città, promosso a Ferrara e in altri Comuni dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è di sensibilizzare la popolazione locale e coinvolgerla attivamente. Il progetto agisce anche sul fronte della raccolta differenziata: Hera dona un nuovo albero alle città per ogni 50 utenti domestici che conferiscono i propri rifiuti differenziati alle stazioni ecologiche nel territorio.