Il ruolo cruciale dello stress idrico nell'inasprimento della guerra siriana

Il ruolo cruciale dello stress idrico nell'inasprimento della guerra siriana

“Oro blu” è una definizione con la quale ci si riferisce notoriamente all’acqua bene prezioso e vitale per il Pianeta e per gli esseri viventi che lo popolano. Negli ultimi anni, la gestione dell’acqua è divenuto un tema cruciale e sempre di più al centro di interessi economici in diverse aree del mondo. Da tempo si discute se lo si debba classificare come un bene di consumo oggetto di logiche di i mercato. Oggi la crisi idrica riguarda molte aree del mondo e interessa numerose popolazioni che vivono nei Paesi più a basso reddito. Lo stress idrico è all’origine dell’intensificazione di vari conflitti in atto nel mondo, con conseguenze devastanti in tutto il pianeta.

L’emergenza acqua nel mondo

Nel corso degli ultimi cento anni l’impiego globale dell’acqua è aumentato di sei volte, con un tasso di crescita costante che si calcola attorno all’1%. Nel contesto attuale, le disparità nelle diverse aree del pianeta sono numerose. Si pensi che un quarto degli abitanti della Terra (circa 17 Paesi) risentono di una cronica carenza d'acqua. Le conseguenze della mancanza di una risorsa primaria come l’acqua aumentano i flussi migratori dovuti ai cambiamenti climatici. Il Segretario ONU Guterres ha evidenziato come l’acqua sia uno degli indicatori principali per la valutazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Il surriscaldamento globale e le devastazioni ambientali che ne derivano, sono il risultato di fenomeni meteorologici quali forti e prolungate siccità, inondazioni e precipitazioni sempre più irregolari e violente, che incrementano e acuiscono i conflitti per l’approvvigionamento delle già scarse risorse idriche.
Le maggiori conseguenze dello stress idrico emergono in paesi come Yemen e India, ma anche in America centrale, e nel Sahel africano. Uno scenario drammatico in cui conflitti, rivolte e migrazioni si accompagnano alla crescita continua della popolazione. Le guerre in corso attualmente in alcune aree geografiche aggravano la situazione. L’emergenza acqua in Paesi come la Siria è diventata endemica, a causa della distruzione delle infrastrutture nelle zone in cui hanno luogo le azioni militari con conseguenze sulla popolazione civile.

Stress idrico e conflitti: l'esempio siriano

La situazione di stress idrico in Siria colpisce 15,5 milioni di persone. Le cause dell’emergenza sono diverse, a partire dall’inquinamento delle fonti idriche per il deterioramento delle infrastrutture. Inoltre, l’intensificazione degli spostamenti interni aumenta la pressione sulle fonti d’acqua esistenti. Fa le spese di questa situazione la salute della popolazione siriana. Nel nord-ovest del Paese, dove si trovano molti campi profughi, la carenza dei servizi igienici di comunità corrisponde a una qualità al di sotto degli standard umanitari minimi.
Il cambiamento climatico, insieme allo sfruttamento intensivo dei terreni agricoli e adibiti a pastorizia è da anni fonte di squilibri che si riflettono lungo l’area dove scorrono i fiumi l’Eufrate e il Tigri, culla di antiche civiltà. Tra il 2007 e il 2010, una grave siccità ha colpito la Siria, generando le gravi problematiche legate allo stress idrico e l’inasprimento dei conflitti geopolitici nell’area. Molte le migrazioni dalle campagne agricole verso i centri urbani di Aleppo e Damasco, seguite a disordini politici e sociali legati alla crescente povertà. Nel 2013 lo Stato Islamico si è impossessato della diga di terra di Tabqa, la più grande al mondo, e fondamentale fonte di acqua ed elettricità per cinque milioni di persone, oltre che per la città di Aleppo. In seguito, la cattiva gestione dell'infrastruttura ha causato ricorrenti blackout elettrici e l'inondazione dei terreni agricoli nel sud. L’anno seguente, nel 2014, la Siria ha denunciato la Turchia per aver bloccato il flusso del fiume Eufrate, facendo scendere il livello dell'acqua nel lago artificiale Assad di circa sei metri e lasciando milioni di siriani senza acqua potabile. L’allarmante situazione in Siria dimostra quanto i conflitti bellici siano una minaccia anche per l’ambiente alterandone gli equilibri e traducendosi in una ulteriore riduzione delle possibilità di sopravvivenza delle popolazioni dei territori interessati.