L’Italia è un Paese che si orienta allo sviluppo sostenibile1

L’Italia è un Paese che si orienta allo sviluppo sostenibile

17 obiettivi, 169 traguardi intermedi e 10 anni ancora per raggiungerli. È l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, lanciata dall’Onu nel 2015 e sottoscritta dall’Italia e dagli altri 192 Paesi membri. Un piano di priorità globali che chiama all’azione tutti: governi, imprese e società civile, per introdurre cambiamenti radicali nella gestione delle risorse del Pianeta.

SDGs – Sustainable Development Goals elencati dalle Nazioni Unite sono ambiziosi e mirano, tra le altre cose, a porre fine alla povertà e alla fame, a lottare contro l’ineguaglianza economica e sociale, a diffondere istruzione e cure sanitarie. Riprendono poi alcuni aspetti di fondamentale importanza per il futuro del Pianeta quali l’efficienza energetica e i cambiamenti climatici.

Non sarà semplice riuscire in un’impresa simile. L’approccio “condiviso”, però, sembra essere quello giusto, come ci ha già dimostrato la precedente esperienza de “Gli Obiettivi per lo sviluppo del Millennio”, che dal 2000 hanno migliorato le vite di milioni di persone, garantendo l’accesso a migliori fonti d’acqua, corsi di scuola elementare a un maggior numero di bambini e una serie d’investimenti in grado di ridurre la mortalità per malaria, Aids e tubercolosi.

Oggi le sfide alla luce dei riflettori sono soprattutto clima ed energia. E l’Agenda indica chiaramente quali siano le strade da percorrere:

- uso più efficiente delle risorse e diffusione delle energie rinnovabili; 

- sviluppo di città sostenibili e di modelli circolari di produzione.

Via Pagina Facebook @SustainableKelseaYoga

A che punto siamo in Italia?

Secondo il “Rapporto SDGs 2019. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030” dell’Istat, il viaggio dell’Italia verso la sostenibilità è appena cominciato.

In ripresa la quota di consumo di energia da fonti rinnovabili

Nel corso degli ultimi dieci anni la quota di consumo di energia da fonti rinnovabili ha registrato in Italia un incremento considerevole, anticipando al 2014 il raggiungimento dell’obiettivo nazionale fissato per il 2020 (17%). Secondo gli ultimi dati disponibili, relativi al 2017, siamo ora al 18,3%. Il target europeo è raggiungere quota 32% entro il 2030.

In calo il contributo delle rinnovabili alla produzione di energia elettrica

Seppure il contributo delle fonti rinnovabili alla produzione di energia elettrica sia cresciuto rapidamente nel corso del tempo (dal 13,8% del 2005 fino al 37,3% del 2014), gli ultimi tre anni hanno segnato un’inversione di tendenza. La percentuale di consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili si attesta attualmente al 31,1%.

Cresce la raccolta differenziata

Prosegue la crescita della raccolta differenziata, con la conseguente diminuzione della quota di rifiuti urbani conferiti in discarica: oltre la metà andava in discarica fino al 2008, ad oggi invece solo il 23,4%. Benché più che migliorata, la percentuale è però ancora sotto l’obiettivo previsto.

Migliora lievemente il livello di inquinamento atmosferico 

A livello globale, le emissioni di anidride carbonica sono aumentate del 40% rispetto ai valori del 2000. Gli ultimi parametri disponibile, del 2015, rivelano però una lieve flessione delle CO2 , che in Italia sono generate per tre quarti dalle attività produttive e per un quarto dalla componente consumi delle famiglie. Tra le attività produttive, la prima responsabile delle emissioni è l’industria manifatturiera (22,1%), quindi la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (21,7%). Per la componente famiglie, “Riscaldamento/raffreddamento” e “Trasporto” incidono per il 12% ciascuna.

Si intensificano le calamità naturali a causa dei cambiamenti climatici 

La temperatura in Italia è aumentata di 1,30°C e si prevede che entro fine secolo, senza interventi, aumenterà globalmente di 4°C. Anche per questo si moltiplicano eventi disastrosi come frane, alluvioni, incendi boschivi, nubifragi, fenomeni climatici estremi, ondate di calore, deficit idrici. La fragilità del territorio, la scarsa manutenzione e l’obsolescenza delle infrastrutture espongono al rischio di danni alla persona (morti, dispersi, feriti, evacuati) il 10,4% della popolazione.

 

L’impegno di Hera 

Da sempre la mission del Gruppo Hera coincide con i “goal” individuati nell’Agenda 2030 dell’ONU: contribuire allo Sviluppo Sostenibile del territorio anche grazie al dialogo con le comunità locali e gli stakeholder. Un modello che trova la sua applicazione nella promozione di un uso efficiente delle risorse e intelligente dell’energia (nel segno del risparmio economico e di concreti benefici ambientali) e nell’investimento sull’economia circolare.

In questo percorso, fra gli assi fondamentali delle nostre iniziative ci sono la produzione di biometano dalla frazione organica dei rifiuti urbani e la rigenerazione di prodotti dai rifiuti plastici. Con il parametro del valore condiviso misuriamo i risultati e orientiamo il business verso le priorità globali e locali individuate dalle Nazioni Unite.

Dalla decarbonizzazione all’efficienza energetica, dalla rigenerazione delle risorse allo sviluppo circolare dell’ecosistema in cui operiamo: la prospettiva futura del Pianeta in cui viviamo dipende dall’impegno di tutti noi.