Energia del Qi Gong

Energia del Qi Gong

Nella Cina più antica, il grande segreto dell’esistenza umana sulla Terra era l’armonia. La capacità di entrare in contatto con la Natura e armonizzarsi con essa. Ecco perché la figura centrale e più elevata da raggiungere o contentarsi di ammirare, in età pre-imperiale, era quella del re-sacerdote, con il suo illustre compito di creare e conservare questa relazione sinergica. Il micro e il macrocosmo sono sintonici l’uno con l’altro. L’elemento più piccolo genera il più grande che lo contiene e viceversa. Pensiamo alle informazioni genetiche racchiuse nel DNA che custodiscono la storia e la vita di ogni organismo terrestre. Ogni atomo è armonizzato con l'universo e “la sua natura dipende dalla natura del tutto”. Per potersi mettere in connessione con l’energia della Natura, è essenziale acquisire gli strumenti per gestire e orientare l’energia verso una vita leggera e sana che abbia effetti anche sulla dimensione collettiva dell’individuo stesso. È questo l’obiettivo dell’antica filosofia del Qi Gong.

L’equilibrio energetico nel Qi Gong

Le origini del Qi Gong risalgono a un passato molto lontano, più di 4000 anni fa. In principio, la conoscenza del Qi Gong veniva tramandata soltanto dal maestro al proprio allievo, per via orale e tramite esercizi. Con il tempo sono nate molte tipologie di Qi Gong in varie sfere della vita e della cultura cinese. Ad esempio, nella medicina tradizionale cinese, le forme di Qi Gong esercitate in quest'ambito mirano a pratiche di prevenzione e cura per combattere disturbi di vario genere. Nelle arti marziali cinesi le forme di Qi Gong vengono professate per affinare le capacità nel combattimento. Verso la fine degli anni '40 e i primi anni '50, il Governo cinese ha iniziato a combinare le varie tipologie di Qi Gong per sistematizzarle con lo scopo di conferire alla disciplina  spessore e organicità dal punto di vista scientifico. Il Qi Gong viene praticato tuttora, oltre che come pratica delle arti marziali a livello di potenza, resistenza e controllo del corpo, anche come meditazione, per la salute e il benessere psicofisico oppure come forma di ginnastica. Le antiche tecniche sono ancora basate sul principio di armonizzazione e risonanza con la Natura, ma è necessario liberare la mente dalla frenesia e dall’impazienza tipici della forma mentis occidentale.

Energia vitale e Natura

La parola cinese Qi assume significati molteplici, in base al contesto in cui viene utilizzata. Nelle filosofie del Buddismo e Taoismo, il suo significato è quello di “respiro”, “vitalità” oppure “soffio” o energia vitale”. Un’accezione, quest’ultima, simile a quella del greco antico pnéuma e del sanscrito prana. Secondo il sapiente taoista Zhoun Lüjing, il Qi è il cielo, ciò che sancisce la comunicazione tra le cose, “ciò che penetra ovunque, è il vento, il movimento, la trasformazione, la respirazione, ciò che è leggero, ciò che si muove verso l’alto, ciò che si leva in volo, ciò che si disperde, ciò che apre, ciò che brilla, è la luce”. Il termine Gong delinea il lavoro continuo di perfezionamento che porta a un’abilità superiore, a una qualità chiave da raggiungere, grazie all’allenamento quotidiano e allo spirito di abnegazione. Per arrivare all’obiettivo fondamentale del Qi Gong, è necessario passare attraverso tre tipi di armonizzazione: armonizzare il corpo, il respiro e il cuore-mente. Quando l’organismo nel suo complesso sarà armonizzato e “accordato”, la risonanza cosmica con la Natura avviene. La pratica del Qi Gong fornisce un significativo sostegno al radicamento e al rafforzamento dell’energia vitale, per la mente e per il corpo, non solo in una prospettiva intima e individuale, ma verso l’altro e verso la collettività un’energia che attraversa i corpi e li mette in connessione. In fondo, tutti i fenomeni del cosmo sono connessi tra loro in una rete infinita di forze energetiche che interagiscono in un flusso continuo.