L'energia delle parole: dai canti aborigeni ai mantra

L'energia delle parole: dai canti aborigeni ai mantra

“Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola”, scriveva la poetessa Emily Dickinson. Non c’è miglior modo di descrivere, in effetti, il potere del verso, del suono, della parola che da millenni gli esseri umani utilizzano per comunicare, tramandandone e modificandone i significati. Sì, perché le parole incarnano l’universo connettivo delle nostre emozioni. Sono in grado di distruggere e di creare, di portare il bene e il male accanto a noi. Esprimere un pensiero ad alta voce lo rende vivo, facendolo vibrare in aria. Quanti poeti, cantori, oratori, scrittori, hanno declamato ad alta voce concetti che sono rimasti scolpiti per sempre nella tradizione dell’Occidente e dell’Oriente! L’energia e la potenza del suono hanno attraversato nelle epoche le vite degli esseri umani: dai canti rituali degli aborigeni, tramandati di generazione in generazione come conoscenza iniziatica e segreta, ai mantra impiegati in diverse discipline per connettere mente e corpo, come nello yoga e nella meditazione.

L’effetto energetico del suono

Provate a pensarci: quando pronunciate ad alta voce una parola, una poesia, quando ripetete prima di un esame, i concetti sembrano fissarsi. Ogni cosa che diciamo viene registrata nella nostra mente con un significato positivo o negativo, andando a influire, di conseguenza, sui nostri pensieri, i nostri stati d’animo, le nostre emozioni, i nostri atteggiamenti e le nostre azioni. Attraverso il significato delle parole e dei suoni viene messa in circolo una nuova energia fondata sulle vibrazioni che trasformano il campo quantico intorno a noi e, di conseguenza, il nostro modo di guardare e comprendere le cose che ci circondano. Alzare la frequenza vibratoria per mezzo della ripetizione di suoni, mantra o parole di forte impatto è una pratica antica come la storia degli esseri umani. Essi sono alla base di riti e liturgie, di religioni e di formule e di tutti quei momenti collettivi legati alle festività, alla guerra (pensiamo all’incitamento prima di una battaglia), alla morte (la ritualità legata alle cerimonie funebri), capaci di fondare e cementare il legame di una comunità.

L’energia dei mantra

L’energia vitale dei canti aborigeni

Nel 1987, lo scrittore e viaggiatore britannico Bruce Chatwin ha portato all’attenzione mondiale la tradizione aborigena dei canti rituali, trasmessi di generazione in generazione come conoscenza iniziatica e segreta.  Nel suo celebre libro, “Le vie dei canti” ricostruisce, nella forma di un romanzo e allo stesso tempo di un diario di viaggio, la storia del popolo australiano, estremamente legato alla sua terra, alle sue tradizioni nomadi e al potere del canto, quale elemento di connessione con i propri antenati e con la terra stessa.  "Si credeva che ogni antenato totemico, nel suo viaggio per tutto il paese, avesse sparso sulle proprie orme una scia di parole e di note musicali, e che queste Piste del Sogno fossero rimaste sulla terra come 'vie' di comunicazione fra le tribù più lontane". Come i monumenti, le opere d’arte e le costruzioni architettoniche, gli aborigeni costruiscono, dalla notte dei tempi, i canti da tramandare. Essi credono, infatti, che una terra non cantata sia una terra morta, e se i canti verranno dismessi, la terra stessa cesserà di esistere.

L’energia spirituale del mantra

Ogni parola racchiude una propria energia, che la innerva e la potenzia, anche grazie al modo in cui è stata impiegata più e più volte da altre persone. Il mantra rappresenta l’antichissimo "veicolo o strumento del pensiero o del pensare" che trae origine dalle credenze religiose dell'India. Un termine sanscrito che mantiene lo stesso significato concettuale anche in altre lingue. Al di là del carattere religioso - pensiamo al celebre Oṃ, il più sacro mantra induista – il mantra è ancora oggi, uno degli elementi più utilizzati nella meditazione. L’energia del mantra ha una storia secolare, estremamente viva e diffusa ancora oggi in tutto il mondo, quale strumento che conduce la mente da uno stato di continuo movimento a uno di calma e autocontrollo. Nello yoga i mantra vengono ripetuti nella lingua originaria, il sanscrito. Una lingua vibrazionale, dove il suono e l’energia della parola produce all’interno del corpo una vibrazione che ne trasforma il tono. Dunque, la ripetizione di un mantra può avere un effetto calmante e rilassante, può dare ispirazione creativa, può allontanare le energie negative e può creare stati distensivi e guarire il dolore.