Quanta energia ci vuole per illuminare il Festival di Sanremo?

Quanta energia ci vuole per illuminare il Festival di Sanremo?

L’arte è uno scambio di energia tra l’artista sul palco e il pubblico, pronto a emozionarsi e a ricevere tutta la potenza del messaggio, poiché, in fondo, “ogni forma d’arte è essenzialmente energia”. In Italia una kermesse artistica storica e amata da generazioni, che riesce a scaldare gli animi di un’intera nazione è il Festival di Sanremo, o meglio, il Festival della canzone italiana. Dal 1951 ad oggi continua a scandire i cambiamenti musicali e di tendenza di questo Paese che il festival, uno dei più longevi, ospita. Il Teatro Ariston, con tutta la sua magia, è il grande protagonista dell’atteso evento che, anno dopo anno, ospita artisti talentuosi e giovani promesse della musica. Il tema della sostenibilità energetica non può che essere al centro dell’organizzazione di un evento così impegnativo.

Festival di Sanremo: a che punto siamo con la sostenibilità energetica?

Il teatro, sin dai tempi più antichi è sempre stato un luogo simbolo dell’incontro e dello scambio sinergico di energia tra gli artisti e il pubblico. Millenni sono passati dalla costruzione dei primi teatri che hanno illuminato le culture di tutto il mondo. Eppure quell’energia è ancora viva e permane in ogni rappresentazione teatrale che metta al centro parole, gesti, musica, danza, suono e arti performative. Un’energia artistica ben presente nella kermesse che va in scena dal 1977 al Teatro Ariston. A un evento di tale portata, serve molta energia, per l’ illuminazione, il sound, le riprese video e in genere per l’impiantisca e la tecnologia necessarie a sostenere lo spettacolo per 4 giorni. Walter Vacchino, il proprietario del Teatro Ariston, sottolinea che il Festival ha iniziato a intraprendere negli anni un percorso all’insegna della sostenibilità energetica.  Come? Attraverso l’utilizzo di una fornitura di elettricità derivante da fonti rinnovabili. Un altro progetto in fase di valutazione è l’installazione di pannelli solari per rivestire la facciata dell’Ariston. Ma questo progetto è attualmente fermo per questioni di carattere urbanistico. Fra i progetti green anche l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, ma la forma a cupole e i problemi legati a una costruzione del 1943, impongono ulteriori verifiche. Non sono esclusi però sviluppi positivi grazie all’evoluzione tecnologica.

Festival di Sanremo: consumo energetico

Tutta l’energia per illuminare il Festival di Sanremo

Per eventi come il Festival di Sanremo, l’adozione di soluzioni con l’energia sostenibile riguarda anche l’illuminazione del Teatro che dispone di una centrale elettrica interna a media tensione.Attualmente è in atto una transizione verso le lampade a led a basso consumo. In precedenza, all’interno del teatro erano presenti tubi al neon ad alta tensione che sono stati rimossi nel luglio 2018, lasciando il posto a un impianto di strisce led che consentono una diversificazione illuminotecnica con effetto sull’intensità e sulla diversificazione del colore. In generale, l’orientamento per il Festival è quello dell’efficienza e della sostenibilità energetica, per arrivare a consumi minori e notevoli risparmi in termini economici e ambientali. Va considerato, inoltre, che i circuiti di sicurezza con soluzioni più green impiegano meno energia.Rispetto alla gestione dell’evento, la Rai procede come per tutte le sue trasmissioni, avvalendosi cioè di gruppi elettrogeni esterni che forniscono corrente e occupandosi delle luci e delle riprese del Festival. Mentre, per quanto concerne l’energia elettrica dell’edificio del teatro, è a carico dell’Ariston stesso. Come spiega Stefano Corsi, Responsabile Riprese della Rai, il fine è quello di impiegare energia nella modalità più efficiente possibile, considerando che una macchina come il Festival di Sanremo arriva ad avere bisogno di una energia che si aggira sui 400-500 kWatt.Per il futuro l’impegno è quello di contenere l’uso dei gruppi elettrogeni alle sole giornate del Festival e non a tutto il periodo di allestimento preventivo dell’evento.